3 dicembre 2010

Il Buco della serratura

Alcuni esponenti della nostra gloriosa e amorevole destra sostengono che le informazioni provenienti da Wikileaks sono false. Ovviamente le cose non stanno cosi: il sito di Assange sta mettendo in rete con avveduta lentezza (siamo a quota 600 su 250 mila) delle lettere (cable) che le varie ambasciate americane sparse per il mondo inviano al governo centrale per fornire informazioni su ciò che accade o su ciò che potrebbe accadere. Alcune notizie sono certe, altre sono solo previsioni o analisi, altre ancora sono deduzioni e altre sono basate su voci riferite da fonti più o meno autorevoli. Il tutto senza che vi siano formalismi di sorta perché la comunicazione deve essere la più asciutta e sintetica possibile in quanto ogni giorno ne vengono prodotte (e poi analizzate) migliaia.
In ogni caso ciò che rende succulenta questa documentazione è che permette di guardare dal buco della serratura il grande potere, quello che di solito è intangibile ai comuni mortali, quello che ama celarsi dietro le spesse coltri della diplomazia.
Ora che il sito è meno appesantito dal traffico dei primi giorni sono andato a dare un’occhiata ad alcuni dei cables che l’Ambasciata Americana di Roma ha inviato a Washington e ho trovato la lettura irresistibile, nettamente meglio di qualunque Novella 2000 sotto l’ombrellone. La più interessante, per ora, è quella relativa all'incontro, del 30/12/2009, tra l’Ambasciatiore Spogli, tuttora in carica, e un Berlusconi ancora convalescente dopo l’attentato di Milano, presente anche Gianni Letta, definito il “braccio destro del Premier”. Durante la chiacchierata di 3 ore emergono alcuni spunti interessanti che meritano di essere raccontati.
Schermata del documento 10ROME1
Berlusconi dice all’Ambasciatore che “la stella di Sarkozy è chiaramente declinante nei circoli europei…il Presidente Francese non ha più la stessa influenza che aveva un anno fa” (per gli scettici cito la frase in inglese Sarkozy’s star was clearly waning in European circles and that the French President did not command the same influence he did a year ago”). A questo punto mi posso immaginare la faccia perplessa (giusto una piccola ruga frontale supplementare, niente di visibile per carità) dell’austero Gianni Letta che “meno convinto” tiene a precisare all’Ambasciatore che SB e Sarkozy sono (e qui mi permetto una traduzione libera) come “due grossi cani che litigano per lo stesso riflettore” (letterale “big dogs angling for the same spotlight”). Mentre si parla del più e del meno, ma anche dei rapporti tra Italia e Russia, guarda caso arriva una telefonata di Putin (questi ex mangia-pargoli del KGB hanno un tempismo perfetto).

Letta fa cenno al Premier di
ponderare meglio ciò che dice
Poi si parla di questioni interne. E qui lo show è totale. 
La magistratura è “il più grande problema italiano” ed SB è pronto a riformare il settore grazie ad “un’alleanza con il centro-sinistra”. Come sempre, Letta interviene mostrandosi più cauto sulla possibilità di addivenire ad un risultato d’accordo con l’opposizione. Anche su questa emergono delle opinioni sorprendenti. Bersani viene definito un oppositore “onesto, schietto, giusto e di grande intelligenza” (“straight shooter who was fair with a top rate intellect”). Cioè una cosa che in Parlamento o in conferenza stampa il premier non ammetterebbe mai e poi mai, nemmeno se venisse torturato con i ferri roventi da Michele Santoro e da Bianca Berlinguer vestiti, rispettivamente da Batman e Cat Woman. Poi interviene Letta che aggiunge di avere stima per Massimo D’Alema anche se la sua permalosità e il suo atteggiamento da “più intelligente nella stanza” rendono difficile lavorare con lui.

Per quanto riguarda l'economia, dopo proclami biennali in base ai quali la crisi non avrebbe toccato l’Italia, poi che la crisi era passata e poi ancora che il nostro paese stava attraversando i marosi meglio degli altri, nel clima conviviale della giornata Berlusconi si lascia sfuggire di essere “preoccupato delle ridotte prospettive di crescita per il 2010” e che sarà “difficile produrre una crescita sufficiente a produrre posti di lavoro” (sempre per gli adoratori del sacro verbo berlusconiano: “concern about the limited prospects for economic growth in 2010. Berlusconi thought that Italy had weathered the past year of the financial crisis fairly well but thought it would be a challenge to produce enough growth in 2010 to start replacing jobs lost”).
L’impressione conclusiva di Spogli è che Letta sia da considerare “co-regnante” e che in più occasioni il sotto segretario manifesta  apertamente “punti di vista opposti a quelli del capo” (e anche qui per evitare obiezioni “with Berlusconi deferring regularly to his colleague and with Letta airing opposing points of view to his boss during the luncheon”).

Letta cosi come 
visualizzato da SB
Per me però il momento più significativo è all’inizio dell’incontro quando il Premier lamenta i danni per il recente attentato patito a Milano. Qui Letta prende da parte l’Ambasciatore (me lo immagino che garbatamente lo prenda sottobraccio per allontanarlo dalle orecchie dell'uomo di Arcore) e gli confida che Berlusconi ha sofferto il lancio della statuetta al punto da cadere in depressione, per poi aggiungere con tono mellifluo “Lui è un impresario…vorrebbe essere amato da tutti” (“he’s an impresario, he wants everyone to love him”). 
L'impressione che personalmente ho ricavato da questo documento, redatto da un diplomatico americano e non da un tronista di passaggio in cerca dei favori dell' "impresario", è che il Presidente del Consiglio abbia un rapporto con il suo fedele braccio destro vagamente simile a quello che c'è tra un degente un pò avanti con gli anni e un infermiere affettuoso e prodigo di cure. 
E vi pare poco osservare i potenti dal buco della serratura?

1 commento:

talulard ha detto...

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